IL PORTAFOGLIO MODELLO DI CERTIFICATI E DERIVATI

Un’asset allocation ottimale calibrata mensilmente sulle analisi macroeconomiche del nostro Ufficio Studi, che utilizza certificati settoriali dal marcato profilo asimmetrico. Nasce così il portafoglio modello di Certificati e Derivati, un’asset allocation modello gratuita e statica che ogni mese verrà riproposta sulla base delle condizioni di mercato(*).

IL COMMENTO DELL’UFFICIO STUDI DI CERTIFICATI E DERIVATI

Il quadro macro-finanziario di fine anno restituisce l’immagine di un mercato azionario ancora impostato al rialzo ma che sta lentamente perdendo parte del suo slancio. L’S&P 500 è sceso di circa il 5% dai massimi storici, ora recuperati dopo un rally trainato in larga misura dal blocco Mag 7, ancora in progresso di circa il 20% da inizio anno.

La correzione ha colpito soprattutto la fascia più speculativa (meme stocks, SPAC, tech non profittevole, titoli sensibili a Bitcoin) dove le valutazioni si sono compresse anche di 50-60 punti di P/E. È stato un fisiologico “tree shaking” da eccesso di leverage più che l’inizio di un bear market: meno della metà dei titoli è sopra la media mobile a 50 giorni ma siamo lontani dall’estrema concentrazione vista alla vigilia della bolla internet, quando solo il 20% del listino superava la media a 200 giorni. Sul fronte fondamentale, la stagione delle trimestrali è stata un successo: la crescita degli utili USA per il Q3 si è stabilizzata intorno al 15%, più del doppio rispetto alle attese iniziali del 7%. Gli utili delle Mag 7 continuano a sorprendere al rialzo ma anche le restanti 493 società dell’indice (aspetto molto importante per validare la solidità del trend) stanno registrando revisioni in miglioramento, segnale che la leadership ristretta dell’indice è meno squilibrata di quanto suggerisca la semplice capitalizzazione e che, sotto la superficie, la base degli utili sta progressivamente ampliandosi. Le valutazioni restano elevate ma non estreme: il forward P/E delle large cap ex-Mag 7 ruota attorno a 20-21x, il blocco AI leaders a poco più di 30x, livelli ben lontani dagli eccessi di fine anni Novanta, quando il mercato prezzava una crescita degli utili del 25% annuo contro stime al 17%. Il contesto intermarket offre conferme e alcune rotazioni interessanti. I listini internazionali, in particolare l’MSCI EAFE, stanno sovraperformando l’S&P equal-weighted, proponendosi come hedge naturale contro gli stress di concentrazione dell’indice USA. L’oro, sostenuto da un’offerta di moneta globale ancora in espansione, ma soprattutto da una crescente domanda delle banche centrali cresciuta successivamente allo scandalo delle riserve russe in dollari agli inizi della crisi ucraina, ha difeso il supporto psicologico dei 4’000 dollari e mostra un profilo di momentum ordinato, in mini-cicli che possono guidare il ribilanciamento tattico. Il Bitcoin, al contrario, sta vivendo una correzione pronunciata, diventando lo speculare del metallo giallo in termini di Sharpe ratio. Sul versante del rischio, i segnali restano gestibili: la volatilità implicita è risalita ma senza stress sistemico, con gli spread high yield in allargamento moderato e la correlazione azioni/obbligazioni nel classico 60/40 che si mantiene appena positiva, permettendo ai bond di funzionare come parziale ammortizzatore nonostante l’aumento del premio a termine. Il calo del call/put ratio sotto la media storica segnala un sentiment meno euforico: più che la fine del ciclo, appare come una fase di consolidamento di un bull market maturo, in cui la selettività e il posizionamento puntuale diventano il vero alfa.

Asset Allocation

 Il portafoglio modello di questo mese include cinque certificati selezionati in base all’attuale regime di volatilità, progettati per offrire una protezione del capitale di spessore senza rinunciare ad un rendimento competitivo. La composizione riflette un’esposizione mirata ai comparti bancario (39%), automobilistico (21%), utilities (21%) e tecnologico (19%), sfruttando le opportunità negoziate sul secondario dotate di opzioni Airbag e Step Down, anche in versione callable. I certificati presentano barriere protettive tra il 40% e il 60%, assicurando un alto grado di sicurezza in caso di ribassi significativi dei sottostanti. Le cedole mensili, che variano lo 0,73% e 0,94%, garantiscono rendimenti sostenuti e competitivi se commisurati al grado di protezione offerto dai prodotti. Strutture come Airbag, Fixed e Step Down potenziano la resilienza del portafoglio in un contesto di sostenuta incertezza geopolitica riflessa in maggiore volatilità su tassi. I basket sono stati selezionati ove possibile con una consistente correlazione infra-basket ma diversificazione tra strumenti per i settori di appartenenza dei titoli.

L’analisi di scenario evidenzia la robustezza del portafoglio anche in condizioni di stress; in uno scenario estremo di ribasso del 50% dei sottostanti, la perdita attesa sarà contenuta al -1,23% mentre al contrario, in condizioni di mercato neutre, il rendimento complessivo è al 38,66%. Con una durata media di 4,10 anni (parzialmente più esteso del precedente portafoglio) e un rendimento annuo del 9,42%, questo portafoglio rappresenta una scelta strategica per bilanciare esposizione al rischio e ritorni stabili, contestualmente ad un posizionamento europeo ben commisurando la volatilità a mercato e per un generale posizionamento ex-US ad esclusione delle Mega Cap tematiche.

IMPORTANTE

Il portafoglio modello mensile rappresenta un’asset allocation dinamica, una fotografia sull’attuale contesto di mercato che viene seguita attraverso la scelta di certificati d’investimento sui settori prescelti. Ogni mese, senza alcun vincolo di continuità, possono venire selezionati altri Isin pur sul medesima tipologia di sottostante in quanto ritenuti potenzialmente più efficienti. Il portafoglio modello mensile rappresenta un’asset allocation dinamica, una fotografia sull’attuale contesto di mercato che viene seguita attraverso la scelta di certificati d’investimento sui settori prescelti. Ogni mese, senza alcun vincolo di continuità, possono venire selezionati altri Isin pur sul medesima tipologia di sottostante in quanto ritenuti potenzialmente più efficienti.

Esempio

Nell’asset allocation di luglio 2023 era presente un certificato agganciato a Solaredge. Tale certificato nel mese di ottobre è stato oggetto di operazione di switch per tramite di due diverse alternative. Tale comunicazione è stata riservata a coloro che avevano attivato il servizio di monitoraggio. 

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